Ancora una volta l’orsa “zoppa” fa parlare di sé. L’orsa in questione è un esemplare di orso bruno marsicano di età compresa tra i sette e gli otto anni, che frequentemente viene avvistato nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’ultimo avvistamento risale a qualche giorno fa nel bel mezzo del parco, ossia sulle montagne di Acqua Ventilata, tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli.
L’orsa è tristemente nota come “zoppa” a causa di una ferita ad una delle due zampe anteriori, causatale probabilmente da un laccio d’acciaio tipico delle tagliole, ossia le trappole lasciate dai bracconieri per catturare illegalmente i cinghiali.
Nonostante l’assenza di parte della zampa, l’orsa continua a vagare per le montagne del parco. A molti piace pensare che sia alla ricerca del suo Bernardo, il suo vecchio amore. Quest’ultimo è un altro orso, con il quale la femmina d’orso si sarebbe accoppiata tra il 2005 e il 2006 senza generare alcun cucciolo, purtroppo trovato morto avvelenato insieme ad altri due esemplari all’inizio dell’ottobre del 2007. L’autore dell’avvelenamento è attualmente ancora sconosciuto e dunque impunito.
Ad ogni modo a sentir la responsabile scientifica del parco Cinzia Sulli, si tratterebbe di “un’interpretazione un po’ troppo umana del suo comportamento”. Tuttavia l’orsa non raramente lascia perplessi gli studiosi. Diversamente da quanto generalmente accade per questa specie di orsi, infatti, l’orsa avrebbe adottato tre cuccioli rimasti orfani della madre, anch’essa trovata morta, stavolta investita da un camion mentre si avvicinava ad un centro abitato. Ancora una volta è la responsabile scientifica del parco a chiarire la situazione, dicendo che non si conoscono casi di adozione da parte dell’orso marsicano e probabilmente i diversi esemplari bazzicavano soltanto la stessa zona.
A giudicare dai danni recati dall’uomo alla specie dell’orso bruno marsicano, si spera che l’orsa rimanga più lontano possibile dalla razza umana. Adesso l’orsa si prepara al letargo e probabilmente non la rivedremo prima di marzo, quando, chissà, potrebbe impegnarsi nella ricerca di un “nuovo amore”.